Concatenazione di eventi

Complici una recente visita dei miei genitori e alcune serate birra-per-cena, mi sono ritrovata con il frigo pieno di tonnellate di cibo, accumulatosi lì, da cucinare/riciclare/usare in qualche modo prima che andasse a male. È tre giorni che vado avanti a preparare conserve o pasti che qualche volta non mi va troppo di mangiare, ma sono ideati ad hoc per usare in una sola volta il maggior numero di ingredienti a rischio scadenza.

Quindi stamani, mentre proseguivo col mortalmente noioso lavoro in Fotosciòp di montaggio immagini e tavole per il libro, ho messo su una gigantesca amatriciana da stipare successivamente in barattoli di vetro. In questo modo ho potuto usare la pancetta e tre scatole di polpa di pomodoro un po’ attempate.

Alle undici, mentre il sugo finiva di cuocere, ho fatto il consueto caffè, che stavo bevendo davanti allo schermo. A circa metà tazza, però, mi sono accorta che l’amatriciana era cotta, e che dovevo trasferirla nei vasetti. Mi sono alzata e ho cercato i barattoli, accorgendomi che ne avevo solo due. Per procurarmi il terzo, sono stata costretta ad aprire un vasetto nuovo di Cetriolini Fini alle Erbette, pensando di trasferirne il contenuto nella confezione di plastica, con coperchio, della Mousse Delicata al Cioccolato Bianco di ieri, vuota e abbandonata nel lavello.

L’effetto domino provocato dall’amatriciana ha quindi coinvolto i cetriolini che, essendo troppi per l’ex-vasetto di mousse, sono stata obbligata a mangiare in parte. Dopo aver trasferito i sottaceti (per inciso, creando altro volume in cibo che dovrò consumare nel giro di un paio di giorni), ancora con l’ultimo cetriolino in mano, mi sono ricordata che prima di trasferire il sugo nel relativo barattolo avrei dovuto lavarlo. Qundi sono andata a prendere la tazza per lavare anche quella, già che c’ero, ma ho realizzato che conteneva ancora del caffè, ormai freddo, che comunque andava bevuto per pulire in fretta la tazza insieme al barattolo, di modo che quest’ultimo fosse pronto da usare prima che il sugo si raffreddasse perdendo il suo potere di auto-sterilizzazione una volta versato nel vasetto di vetro.

Però mi ritrovavo ancora questo cetriolino in mano.

Insomma, è andata a finire che senza riflettere mi sono cacciata in bocca il cetriolino sott’aceto alle erbette, annaffiandolo con una abbondante sorsata di caffè americano freddo e piuttosto amaro.

Se posso dare un consiglio, non fatelo mai.

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~ di cocochanel su dicembre 15, 2011.

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