Liberazione

Causa Germania, quest’anno non ho potuto partecipare alle celebrazioni per la Festa della Liberazione.

Che, detto così, potrebbe anche sembrare, vagamente, un ossimoro.

Beh, comunque qui ci sono 34 gradi. Non scherzo. Tra l’una e le tre, ci sono tra i 30 e i 34 (fonte: due termometri diversi): sembra luglio. In due giorni, quattro ore in totale, mi sono abbronzata.

Sul lungoreno. Sembrava di essere in vacanza, c’era gente in costume da bagno e il cielo e l’acqua blu blu blu blu. Mi sono mangiata la mia insalata di pasta tricolore (mozzarella, pomodoro e basilico) dedicando un pensiero ai partigiani (sì, e anche ai preti saliti sulle montagne eccetera eccetera).

Nel frattempo, però, ho avuto l’occasione per un’altra riflessione antropologica sul tema “tutto il mondo è paese”; anche qui, infatti, esiste la figura de

il Pirla con la Moto d’Acqua.

Le sue caratteristiche distintive sono le medesime all’interno di un areale molto vasto, comprendente almeno tutto il bacino del Mediterraneo e l’Europa centrale (in àmbito fluviale e lacustre). Egli si segnala per andare sempre col motore a mille (quasi in verticale) e fare una cazzata mostruosa circa ogni trenta secondi: il dato è ricavato dal fatto che, da quando lui appare nel tuo campo visivo a quando scompare (al massimo mezzo minuto, dipendendo dalle condizioni di visibilità) fa almeno una cazzata.

Avete presente quanto è grande una di queste chiatte per il trasporto merci sui fiumi? Beh, è bella grossa. Sono piatte e larghe e lunghissime: fanno tipo sessanta metri per dieci (controllato su Wikipedia, non era solo un’impressione). Il Reno è largo abbastanza da consentire la circolazione in due sensi, ma ovviamente si naviga al centro, dove c’è più corrente.

Bene, il Pirla di turno, oggi, ne ha superata una mentre quella iniziava a “incrociare” il cammino con un’altra che veniva in senso opposto, sul genere, per intenderci, sorpasso di scooter truccato con slalom tra furgoncini in mezzo a un incrocio alle sei di sera a Napoli.

Basta un’ondina di dieci centimetri un po’ storta e ti spalmi quel minuscolo cervello direttamente sulla latta arroventata dal sole della chiglia.

Lui, per oggi, l’ha scampata, ma se la statistica non è un’opinione…

In qualche modo, le leggi di Darwin funzionano ancora.

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~ di cocochanel su aprile 25, 2011.

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