Un sabato a Magonza

Oggi non riuscivo a scrivere una riga, così me ne sono andata dalla biblioteca verso le quattro. Invece di passare dal centro, come faccio di solito, ho deciso fare il lungo Reno, per guardare nella direzione del Barbaricum e ascoltare un po’ di musica. Si può scegliere tra due sentieri paralleli, uno un po’ più in alto, l’altro giusto accanto all’acqua: io ho preso quello vicino all’acqua, con i cippi di attracco e il lastricato di pietre squadrate.

C’era un cielo da neve bianco bianco, e giusto un velo di foschia. Per tutta l’enorme larghezza del fiume, però, c’era un arco di chiarore diffuso, riflesso dall’acqua, dove la nebbiolina spariva. Le chiatte con le merci scivolavano via, grandi e lente. La più grande di tutte batteva bandiera olandese. Quando passavano, gli stormi di gabbiani si spaventavano, e volavano via.

Era proprio bello.

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~ di cocochanel su febbraio 19, 2011.

Una Risposta to “Un sabato a Magonza”

  1. Catone fatti viva via mail. il tuo sms non lasciava presagire nulla di buono…
    bazi

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