Ecchice.

Non ho scritto una cippa di min***a; in compenso ho piazzati tre commenti deliranti al post precedente. Sto bene. Sono una pallina tra Bologna, Barcellona e altri luoghi dell’Europoa e del Piemonte. Rimbalzo come in un flipper.

Imparo la seconda lingua romanza nobile ma inutile (il catalano), studio sempre le solite stronzate sul Tardoantico e i c.d. Barbari, mi piace un sacco, tento di laurearmi, scrivo facezie in perenne “corso di pubblicazione” [leggasi: “non vale un cazzo per eventuali concorsi di dottorato”] Berlusconi secondo me sta spiaggiando come una balena, Fini come al solito è l’unico che dica a gran voce cose di sinistra, ho rivisto i miei amici piemontesi e li ho trovati bene (specialmente il mio Orso, che è dimagrito, è un figo pazzesco, è l’unico che di questi tempi si permetta di rifiutare offerte di lavoro e guadagna millemila euro al mese rimanendo invariabilmente il solito cazzone nerd informatico di sempre), quest’autunno non riuscirò a raccogliere le castagne nel bosco e l’alluvione a Messina è la logica conseguenza di anni e anni di edilizia abusiva e condoni su condoni [gli unici che costruiscono abitazioni sui letti dei fiumi, da sempre, si sa, dovrebbero essere i castori, e non gli umani].

Sto con uno di Barcellona che fa il ricercatore ma è nato al porto, come “quattrotrèquarantatrè”. E’ un intellettuale ma anche un tamarro. Parliamo, schifosamente ubriachi, di questioni storiografiche d’attualità tra gli studiosi dell’alto medioevo, andiamo all’opera ma anche in tutti i bar di merda che ci capitano (preferenza: quelli con le luci al neon e nessun quotidiano a parte la Gazzetta). Non esco dalla Barceloneta perchè alla Barceloneta c’è tutto: ancora oggi, nonostante sia uno dei quartieri più turistici di Barcellona, i suoi abitanti usano dire: “Vado a Barcellona” (il che significa spostarsi di 200 metri). C’è il mare, il tabaccaio, il supermercato, il porto, i ristoranti, numerosi bar, una biblioteca: perchè spostarsi? Lui usava, pioniere e coraggioso outsider, frequentare anche il resto dell’urbe. Ironia della sorte, si ritrova al fianco una ennesima vittima della secolare “malattia del Quartiere”. Anche io, ormai, considero Barcellona un gradevole ma inutile contorno.

Queste sono le novità (d’altronde, cari Lettori, Vi avevo promesso di spiegarVi meglio  la storia della Barceloneta -vedi post “My Mainz”-).

A presto, da un luogo o da un altro.

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~ di cocochanel su ottobre 10, 2009.

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