Yo! [recensione semiseria]

dotvibes

Loro sono i Dot Vibes, e quello di ieri sera è stato il concerto reggae DELL’ANNO.

Sapete, cari Amicicici, che, in quanto amante del genere, sono abbastanza schifizzosa in fatto di gruppi emergenti reggae (specie se italiani): di solito essi constano di un’accozzaglia di cazzoni sudati e agitati come dei cavalli sotto anfetamina che sparano minchiate in romanesco o salentino saltando da una parte all’altra del palco e producendo con ciò l’ennesima sgraditissima copia dei Sud Sound System (di cui peraltro faremmo volentierissimo a meno).

Si diceva che sono abbastanza schifizzosa: basti dire che da quando abito nella Grassa Bologna non vado quasi più a ballare alle dancehall, perchè in tutta la città non si trova un solo dj resident in grado di mettere su i dischi (sempre la solita roba, trita e ritrita: poi per forza che la gente dice che il reggae spacca i maroni: non è il reggae, sono i dj scarsi).

Invece, i Dot Vibes. Non il solito ragamuffin’ delirante e reiterato all’infinito spacciato per un insieme di suoni gradevoli: ma pezzi e arrangiamenti raffinati e ragionati, bei testi, influenze varie, dal roots al dub al funky (ovvero: non serve pestare come dei bastardi per essere incisivi). Sottolineo che il concerto è piaciuto, e molto, anche al mio amico L.*, da sempre aristocratico amante del “rock di un certo tipo” e tradizionalmente avverso alla musica dal tempo “in levare”.

Allora: cominciamo da Estel (la cantante): una voce che spacca i culi, a dir poco. La potenza di un uragano, un suono che pare arrivare per direttissima dal soul nero anni Settanta. Meravigliosa. [per non parlare della presenza sul palco; sapete bene che sono cocciutamente eterosessuale, cari Amicici, ma questa qui è una che sarebbe in grado di far venire i dubbi anche alla moglie di Storace]. Teo, l’altra voce: anche qui il commento è una cosa tipo: ‘sti cazzi! E di concerti ne ho visti un po’, signori. Bravo, davvero. Uno che piacerebbe anche in Giamaica, credo. [il buon Alborosie insegna…eheheh…].

Musicisti: sax, chitarra, basso, batteria, tastiere, e l’insostituibile “tipo del delay” che mixa i suoni da dietro e, come dicevano ieri dal palco, “la sentite questa robetta qua? Si chiama dub ed è lui che la fa!”: perfetti anche loro.

Last but not least, la mia amica Moma, back voice, che ieri sera ha cantato un pezzo: è lei che mi ha fatto conoscere i Dot Vibes. Era splendida! Orgoglio di mammà, anche se ci conosciamo da poco…

Pubblico caldo: i Dot Vibes ci sanno fare. Saltelli e buon umore come non ne vedevo più da un pezzo a un concerto reggae. Acquisto del cd dovuto e meritatissimo.

Nota divertente: lo special guest era Bunna. E’ salito, ha cantato un pezzo, ma dalle nostre parti giù in platea è parso che la gente non fosse proprio entusiasta: applausi un po’ sforzati per L’Icona del reggae italiano, molto più convinti per i Dot (ma chi lo sa, magari è un’impressione…anche se il povero Bunna, effettivamente, avrebbe meritato un’accoglienza più calorosa…).

Beh, Signori. Anche se il reggae non vi fa impazzire, prendetevi la briga di ascoltare, cinque minuti, qualcuno dei loro pezzi sul loro Myspace (linkato sopra e presto linkato in maniera permanente qui affianco): ne vale la pena.

A presto, Stimatissimi Utenti.

Buona digestione di Pasquetta.

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~ di cocochanel su aprile 13, 2009.

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