Riassunti (vita dde-vero, libri, vini, musica, pelliculae ed altro)

Si pu÷ fare

Fatto cose, visto gente. Molte cose, molta gente.

– Libri, negli ultimi mesi: l’ultimo di Brizzi, letto solo perchè abito a Bologna (non vale nemmeno la pena citare il titolo): se non siete di Bologna, lasciate stare: è un immenso e tedioso elenco di personaggi “strafamosi” con cui Brizzi ha avuto l’onore di parlare (i quali naturalmente gli hanno fatto i complimenti per come scrive), inframmezzato appunto da rari riferimenti divertenti sulla città, apprezzabili e comprensibili solo per chi, come me, abiti qui da almeno 7 anni e abbia un sincero interesse per lo spettegulèss di quartiere. Giorgio Fontana, Novalis: lettura altamente consigliabile per pensare che, invece, ci sono giovani cervelli che forse hanno qualcosa da dire e che non finiranno in formalina, cristallizzati ai 19 anni, come quello di Brizzi; per una recensione esaustiva e intelligente, cliccare qui. David Lodge, Il professore va al congresso: lettura godibile, avvincente, con tratti di genialità; ma non sono obiettiva, poichè chiunque bazzichi un po’ l’ambiente dei convegni universitari, cioè chiunque ne abbia ben presente l’atmosfera da gita-del-primo-anno-delle-superiori, troverà in questo libro una marea di allusioni e di ritratti azzeccatissimi che forse hanno influenzato il mio giudizio. L’eleganza del Riccio (è superfluo citare l’autrice, ormai famosa come Madonna ai tempi di Like a Virgin): carino, ma troppo osannato: sullo stesso genere (cioè “sono un romanzo ma voglio fare della filosofia e divertirvi allo stesso tempo”), molto più pungente Glifo Di Percival Everett. Morale: ho una sete pazzesca di sublime in letteratura: credo che riprenderò in mano Borges, o Dante, o Proust.

– Vini: dopo mesi di prelibatezze, ho infilato due tremende cappelle di sèguito durante la spesa alla Coop: mi sono fatta prendere dalla foga delle offerte speciali, rinunziando all’oculatezza nella scelta. Ogni tanto, a noi massaje, succede.

– Film: boh. Ci devo pensare un attimo. Ho un problema coi film: me li dimentico. Spesso amici parlano per mezz’ore intere di registi che io sono convinta di ignorare totalmente, salvo poi scoprire (di solito 3 mesi dopo) che ho visto quasi tutta la filmografia dei sopracitati filmakers. Ecco: The millionaire: è una fiaba! E’ molto bello, ma è una favola, inteso come genere letterario: basta spaccare i maroni con ‘sta storia che non è verosimile: che diamine, è sabato sera, vi state rilassando al cinema, prendete la fiction per quella che è! Perchè, Il flauto magico di Mozart ha forse una trama verosimile?… The wrestler: merita davvero, e finalmente mi prendo una rivincita nei confronti di tutti quelli che tra il 1998 e il 2002 mi hanno detto che Mickey Rourke faceva cagare. Si può fare, con Claudio Bisio. VI PREGO, guardatelo. Ci sono i “pazzi”, è vero, ma non aspettatevi la solita pippa sul disagio mentale che vi sorbireste solo nel caso in cui aveste un biglietto gratis e un massaggio thailandese in contemporanea: è anche divertente (in alcuni punti si ride fino alle lacrime), dissacrante, lontanissimo dai pregiudizi (soprattutto da quelli buonisti); vi lascerà qualcosa. Guardatelo, sul serio. Claudio Bisio, poi, è magnifico (peccato abbia trent’ani più di me e sia di Milano…).

Grazie a chi mi ha portata a vedere questo film, in un pomeriggio molle e ovattato già in odore di ozio primaverile.

L’arco, di Kim Ki Duk: recuperato tardi, lo so. Altro tizio che amo: Kim Ki Duk. Nella mia malata fantasia nutrita di beata ignoranza cinematografica, lui ha qualcosa in comune con Miyazaki (sarà forse l’elemento magico onnipresente che si integra come se niente fosse con i particolari più insignificanti della realtà quotidiana…sarà che assumo troppe sostanze psicotrope…chi lo sa…).

– Musica: tanta, dal vivo, e questo mi fa stare bene. Mi fa proprio stare bene. Perchè non lo faccio più spesso? Perchè non lo faccio sempre? Chissà. Fatto sta che il jazz, signori, è proprio nelle mie corde. E’ quello che non mi annoierà mai (tranne nel caso in cui i musicisti avessero lo stesso talento nel suonare che il mio talento nel cantare…ma qui a Bologna è difficile trovare jazzisti scarsi che si esibiscano dal vivo, per fortuna. Anche se un certo bassista col cappellino, in effetti…). Non c’è cosa che mi sfracelli di più i maroni, sulla Terra, di un concerto che non mi piace (pefino la fila alle Poste è meglio), ma non c’è cosa più sublime di immergersi nel tepore avvolgente di un solo di piano, di sax o di batteria fatto come Dio comanda. Poi posso fare incursioni negli altri generi musicali, ma solo il jazz è quello che finora non ha mai tradito, quello che ha la più bassa percentuale di rischio-sfracellamento-maroni, insomma. Volendo essere romantici, si potrebbe dire che di Grande Amore ce n’è uno soltanto.

– Vita vissuta: è primavera (così pare). Indulgente e benevola, l’aria si fa dolce sulle nostre guance provate dall’ennesimo febbraio. Il primo tepore scioglie le sciarpe e i ventri. Si rinnova la gioia di riscoprirci nient’altro che stupidi mammiferi metereopatici, come tutti gli altri sul pianeta (dai delfini ai koala).

[La Principessa, frattanto, ha vinto la sua battaglia sindacale. Ma i socialismi cronachistici si rimandano a una giornata di pioggia].

A presto, Stimatissimi Lettori.

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~ di cocochanel su marzo 16, 2009.

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