La luce in fondo al tunnel.

Mentre, dall’altra parte dell’oceano, Barack Obama entrava nella storia pronunciando davanti a un mare di folla il suo giuramento ufficiale, di qua dall’Atlantico, a Bologna, in una minuscola casetta illuminata da luci soffuse aveva luogo Il Delirio.

Fasi finali della stesura del mio importantissssssimo articolo su porpora e oro nei testi biblici. Il tutto preceduto da (a partire da due giorni prima): aperitivo semi-peso; nodo allo stomaco dovuto ad ansia per le numerose incombenze e scadenze, nonchè pensieri truci di vario tipo estranei agli impegni accademici; cannetta per rilassarsi; notte insonne; alzata dal letto alle ore 4:25 per rimediare all’insonnia con una bella camomilla al Bromazepan; sveglia in condizioni tremende; tre caffettiere da due tazze in due ore per rimediare alle condizioni tremende; stato di ansietà crescente dovuta alle incombenze e alle scadenze sempre più vicine, nonchè alle tre caffettiere di caffè; tachicardia; nodo allo stomaco; cannetta per rilassarsi e rimediare all’ansia; altro caffè per rimediare al sonno dovuto alla cannetta e riuscire a scrivere lo stramaledettissimo articolo suddetto; altra notte quasi insonne; altra sveglia in condizioni disastrose [qui però interrompo il circolo vizioso e perverso scegliendo di NON bere due litri di caffè]; mattina, pomeriggio e sera passati davanti al computer (in stato di semi-incoscienza).

Le condizioni in cui il corpo di una giovane donna di 25 anni si trovi dopo 48 ore simili le lascio immaginare a Voi, stimatissimi lettori. Poi uno dice “Com’è che si entra nel tunnel”…Così, si entra.

Comunque, trascinandomi sulle ginocchia, poi sulle braccia e infine sui gomiti, ieri sera alle ore 23:40 circa sono giunta alla Meta, ho visto la Luce. Ce l’ho fatta, e ho finito di scrivere. [oggi solo revisione e labor limae]

Sono stati sprecati fiumi d’inchiostro per descrivere attraverso metafore calzanti il Processo Creativo dello Scrittore. A me sembra simile a una cosa sola: pisciare. Ma non in condizioni normali: pisciare quando è da cinque ore che hai la vescica che scoppia e per qualche motivo non puoi andare al cesso (perchè sei a una retrospettiva su Eisestein; perchè sei in fila alla posta; perchè il tuo treno a carrozza singola sulla linea Domodossola-Arona si è piantato in mezzo alla campagna a causa di un guasto -nonostante al momento della sua fabbricazione Giolitti stesso avesse assicurato che si trattava di un locomotore molto robusto e assolutamente impossibile a rompersi- e non esiste un bagno a bordo, ecc. ecc. ecc.). Quella sensazione lì: che dici: aaaaaaaaah.

Colonna sonora del delirio:

– Air, Left Bank

– Air, Photograph

– Air, Night sight

– Low, July

– Domotic, Tonsil

– Radiohead, Kid-A e Ok Computer in generale.

Ripetuti in endless loop.

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Comunque adesso ne sono fuori, e infatti esco a cena. Ho addirittura rimesso a posto la libreria, oggi.

Di più non potevo proprio fare, cazzo.

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~ di cocochanel su gennaio 21, 2009.

Una Risposta to “La luce in fondo al tunnel.”

  1. […] è stato divertente rileggere di alcuni episodi. La camomilla al Bromazepan, ad esempio, me l’ero […]

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