God bless America [Once]

Take this sinking boat and point it home
We’ve still got time
Raise your hopeful voice you have a choice
You’ve made it now

Falling slowly, eyes that know me
And I can’t go back
Moods that take me and erase me
And I’m painted black
You have suffered enough
And warred with yourself
It’s time that you won

[eccetera, eccetera, eccetera…]

——

Abbiamo parlato delle presidenziali, riso leggendo la rubrica “Bushismi” di Internazionale, confrontato modelli grammaticali e accennato alle differenze antropologiche e linguistiche tra vari popoli, nonchè toccato brevemente argomenti quali La Situazione Socioeconomica Italiana E Le Vere Ragioni Per Le Quali Tiriamo A Campare, Compreso Che Cazzo Ci Fai In Italia Adesso Che Tutti Stanno Scappando;

ma il bello degli Americani è questo, che, per quanto fini siano, sono capaci di alzarsi da tavola e correre davanti alla radio, mentre sta passando la canzone di cui sopra, e canticchiarla con trasporto, menzionando un film e spendendosi in sperticate lodi a favore di quest’ultimo, “so romantic“.

Differenze culturali: noi Europei, figli dell’Illuminismo dal calice in mano e dal Razionale Disincantato Ghigno nutrito dalla Kantiana Tetta, non potremmo MAI farlo.

Intendo alzarci all’improvviso, appicciacandoci alle casse per ascoltare una canzone d’amore di media qualità. Noi, al massimo, con un po’ di fatica, ci leveremmo con grazia per sentire meglio Fabrizio de Andrè, o Leonard Cohen.

Differenze culturali: l’innocenza americana mi spiazza ogni volta. E, tutto sommato, meno male che esiste. Che è dato vedere, sulla terra, anche questo strano mix di raffinato/commerciale che noi, nel Vecchio Continente, non ci sogniamo nemmeno. God bless America, col mio stronzo snob sorrisetto kantiano stampato in faccia.

——–

[P.S.: comunque, vota Obama. Altrimenti non avrebbe mai varcato la soglia di casa mia, nè assaggiato il Ragù dell’Inverno, che ogni anno preparo e imbarattolo con amore, nella quantità totale di chilogrammi otto.]

——–

[P.P.S.: con “noi Europei, figli dell’Illuminismo dal calice in mano e dal Razionale Disincantato Ghigno nutrito dalla Kantiana Tetta” intendo quei pochi che ancora sono in grado di: 1) farsi venire l’idea di acquistare un libro o un quotidiano; 2) leggerlo; 3) trarre da esso, utilizzando un certo senso critico, una qualche indicazione utile per l’interpretazione del mondo circostante, o se non altro una nuova informazione da aggiugere al proprio bagaglio culturale. Cioè tutti noi borghesi radical-chic-di-sinistra bene informatizzati, ottimamente, umanisticamente e liberal-mente istruiti, e ancora coi soldi in tasca necesari -giusto quelli- per potere  permetterci di pagare un collegamento ad internet e scrivere o leggere queste cazzate su questo blog, oppure di spendere svariate ore a discutere con i nostri amici di Grandi Questioni quali quelle appena accennate, e numerose altre.]

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~ di cocochanel su ottobre 13, 2008.

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