Succo di pompelmo e altre cose che voglio e non voglio fare (ovvero: i buoni propositi per il “rientro”).

Forse stavolta è vero:

riesco a disfare la valigia e a non dover servirmene per un po’. E così, con l’occasione, approfitto anche per fare quei lavori che odio all’inverosimile ma sono obbligatori, tipo: il cambio di stagione dell’armadio, e quella maledetta pulizia dell’armadietto che attende da mesi, perchè sarebbe davvero ora di buttare le cose scadute.

Però: mettere la valigia vuota in cima all’armadio ha un fascino tutto particolare. Almeno per un mese starò a Bologna, vivaddio. Niente viaggi a Trento per la tesi, nè incursioni nelle terre sabaude, nè Albanie o Spagne per festival musicali o convegni. Ho, stasera, il piacere di aprire il frigo e osservarne il contenuto: da prima di Pasqua, mediamente, alla luce livida della lampadina tremolavano solo i contorni di un mezzo limone o di una carota avvizzita, sperduti nel desolante Nulla dei ripiani.

E stasera ritrovo anche qualla sensazione morbida di riavere le mie cose: i programmi alla radio, il mio computer, la mia amata musica (con la sorpresa d’aver qualche album nuovo che si rivela davvero piacevole); fumatina serale solitaria per festeggiare. Aaah. Sto proprio bene. Rieccomi. Il fatto d’aver la sensazione di essermi ri-appropriata della “mia solita” vita, tra l’altro, spinge a ovvie riflessioni riguardo i buoni propositi per l’anno nuovo (accademico…lavorativo…e/o entrambi).

E come nei peggiori film Muccino-Stylah, Stimatissimi Lettori, adesso ve li elenco.

COSE CHE VOGLIO FARE:

– Cercare di non arrivare più agli esami leggendo (per la prima volta) l’ultima pagina del programma mentre sto già varcando la soglia dello studio del professore;

– Cercare di non arrivare più in ritardo al lavoro (qualunque esso sia, e indipendentemente dalla portata del ritardo, siano essi due minuti o venti), anche se devo dire che da questo punto di vista sto migliorando, e comunque nessuno mi ha mai rotto le palle. Beninteso, a patto di trovarlo, un lavoro.

– Bere più succo di pompelmo. Non so perchè non l’abbia mai bevuto prima. In realtà è buono.

COSE CHE SPERO MI CAPITINO:

– Cade dal cielo, proprio qui tra le mie braccia, un Asus eepc con sistema operativo ubuntu e hard disk da 20 GB (cioè il modello nuovo).

– Cofferati ha un’improvvisa crisi mistica, si ritira a vita privata in un convento in Umbria, e al suo posto si candida Bifo.

– Il mio macellaio rimette la fiorentina a 12,90 € al chilo.

– Mi laureo.

– Vado in Argentina, o in Giappone, o in Vietnam, o in Messico, o in California (pare che qualcuno, peraltro, mi abbia invitata a un tour Dal Brasile Al Guatemala…). Ma anche a Cervia, in fondo.

COSE CHE SPERO NON MI CAPITINO:

– Le cose brutte.

– Chiude il mio bar.

– I ragazzi che baciano tipo lavatrice; i ragazzi che baciano credendo che lo scopo del gioco sia raggiungere le tue tonsille; i ragazzi che quando stanno per baciarti partono già con la bocca spalancata, da lontano; i ragazzi che non si lavano i denti al momento opportuno; e soprattutto, i ragazzi che non si lavano i denti al momento opportuno, più tutto ciò di cui sopra.

– Non mi laureo.

– La stronza qui sopra ricomincia a sparare a palla ogni domenica mattina Laura Pausini, Biagio Antonacci, Max Pezzali, Gigi D’Alessio, Marco Masini, Ligabue [e non è uno scherzo, e nemmeno un’iperbole letteraria: ascolta veramente tutti gli artisti sopraindicati, a volte ripetendo la stessa canzone più e più volte, in un perverso loop che contagia tutto il condominio].

———————

Nel frattempo, comunque, sono stata a Toledo per un convegno di Archeologia, con lo scopo di istruirmi e imparare cose nuove e abbeverarmi al Kantharos della Scienza.

A parte il lato culturale (interessante; c’erano un sacco di professori famosi. Una tra le migliori e più appassionanti, la francese Chevalier), gli organizzatori non ci hanno offerto nemmeno un caffè, nonostante avessimo pagato tasse di iscrizione tra i 50 e i 150 €…

Incontri notevoli: il ricercatore J* (si segnala per il suo cervello). Il ragazzo della reception (non si segnala per il suo cervello). Quando si hanno i denti non si ha il pane, quando si ha il pane non si hanno i denti, come si dice.

Presto le -solite….!- foto, Gentilissimi Lettori.

StateVe bbène

Coco

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~ di cocochanel su settembre 16, 2008.

2 Risposte to “Succo di pompelmo e altre cose che voglio e non voglio fare (ovvero: i buoni propositi per il “rientro”).”

  1. Porcavacca, ti dimentichi dell’oceano di abbandono che lasci nelle Terre Sabaude, dove stamattina c’erano meno di dieci gradi, e sembrava ce ne fossero dieci SOTTO lo zero, dove per TROPPO tempo dovremo fare a meno di te che litighi con chi ti porta uischi scadente, per esempio. UFF.

  2. Tornerò, più incazzata che mai con lo Stronzo del Pub dello Stronzo.

    E lo scothc me lo vado a bere da un’altra parte, però.

    Ad ogni modo, anche tu ti lamenti per la birra annacquata: è sempre malto, in fondo, no?

    Bacizzz

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