Benicàssim 2008

Inutile dirlo, il XIV Festival Internacional de Benicàssim è stato una figata pazzesca. Cinque giorni non-stop di musica-mare-buon cibo, con una densità media di quattro individui a metro quadrato. Un’infinità di persone, e le tende accatastate a dieci -sul serio, dieci- centimentri l’una dall’altra. Bagno di folla, fauna interessante, ci si riscopre animali nel giro di mezza giornata.

I migliori, a mio modesto parere e in ordine rigorosamente cronologico: Sigur Ros, Fujia & Miyagi (ottimi…davvero ottimi), Spiritualized, Tricky, The National, Leonard Cohen.

Leonard Cohen, in particolare, grandioso: un signore, un uomo d’altri tempi, e soprattutto un musicista coi controcazzi (la qual cosa si sapeva, ma vederlo dal vivo ti dà la misura di quanto sia davvero un pilastro della musica mondiale). Alla sua età, vedere una distesa infinita di giovani che ti applaudono in maniera così calorosa (applausi così lunghi li ho sentiti solo durante il suo concerto) deve essere una bella soddisfazione. Commovente, coinvolgente, e tecnicamente perfetto.

Sopra: Sigur Ros

Sopra: The National

Sopra: Fujia & Miyagi

Sopra: Leonard Cohen

Sopra: noi tre!

Per il resto, volendo volgere l’attenzione al gossip “interno”, ossia a quel che è successo tra di noi (l’orso, il filosofo-gattone e io), non sappiamo tutt’ora a chi tributare l’onore del titolo “fighetta della vacanza”: l’Orso si è ustionato come un bimbo il primo giorno (cosa che ha dato inizio a qual fenomeno per cui, in ogni vacanza, ci sono una o due frasi che vengono ripetute all’infinito in ogni situazione: ogni amore ha la sua canzone, ogni vacanza ha la sua frase idiota; in questo caso: “Ma hai messo la crema?”) e temeva incredibilmente i cessi chimici; in compenso, però, ha dimostarto grande competenza e senso pratico nel montare la tenda. Il filosofo, invece, ha portato uno zaino che da solo era grande come quelli mio e dell’Orso messi insieme, come una signorina d’altri tempi. Io, invece, partecipo alle nominations solo in quanto donna, non essendoci altre particolari ragioni per essere in gara…eheheheheh!

Sopra: il carnaio: situazione delle tende nell’area campeggio…

Altro ritornello della gitarella è stata la frase: “…Che detta così…”, essendo successo più e più volte che ci impelagassimo in una serie di doppi sensi involontari, di cui si darà di seguito un breve saggio:

1) Parlando della scheda della macchina fotografica; ho perso il cavo, e chiedevo all’Orso se poteva scaricarle lui sul suo pc, una volta tornati a casa, dato che io non ho un lettore per le card:

Orso: – Ma quanto è grande?

Io: – 256 Mb.

Orso: – No, non la dimensione in Mb, la dimensione fisica.

Io: – Boh? E Che ne so?

Orso: – Ma come non lo sai? Dovresti saperlo.

Io: – Senti, dopo te la faccio vedere.

Filosofo: – Che detta così…

Io: – No, volevo dire che quando torniamo a casa te la dò!

Filosofo: – Che detta così…

Io: – Va bene, va bene, senza doppi sensi: quando torniamo a casa tu la metti dentro e vedi se trovi la porta adatta…

Filosofo: – Che detta così…

2) Parlando della crema solare:

Orso (al filosofo): – Girati che te la metto.

Io: – Che detta così…

3) La tenda aveva due ingressi; l’Orso era seduto davanti a quello “principale”, e non aveva voglia di spostarsi, ma al Filosofo serviva un oggetto all’interno della stessa.

Orso: – Entra da dietro.

Io: – Che detta così…

————–

E altre amenità simili che probabilmente interesseranno poco i Lettori. Ma era solo per dare un’idea dell’idiozia vacanziera.

Sopra: in linea con quanto appena descritto, ecco una foto che non voleva essere ambigua (voleva mostrare la mancanza di peli sulle caviglie del Filosofo, attraverso il confronto con il mio polpaccio) ma alla fine è risultata ambigua.

Sopra: il mare

Per il resto, mare fantastico e deserto: noi stavamo su una meravigliosa spiaggia bianca di sassetti, mentre gli inglesi si ammassavano come maiali nei carri bestiame sull’unico pezzetto con la sabbia. Gli inglesi costituivano il 99,9% circa dei partecipanti al festival, e non sto scherzando, c’erano SOLO inglesi, soprannominati Stupidi Inglesi a causa del fatto che gli uomini urlavano tutto il tempo e le donne starnazzavano tutto il tempo, lanciandosi addosso birre da 5 € l’una in continuazione; in particolare, abbiamo dovuto spostarci durante il concerto dei Sigur Ros perchè tre galline imbecilli stavano a raccontarsi, gridando e sovrastando la musica con le loro voci querule, cazzate che avevano a che fare con pompini ed altro con uno stile tipo scena nei cessi femminili di Trainspotting, salvo poi, da vere groopies disinteressate alla musica ma interessatissime all’evento cool (erano proprio moooolte le persone appartenenti alla categoria), alzare le mani e lanciare un gridolino, e applaudire, nei momenti in cui il resto del pubblico lo faceva. Poi tornavano subito ad ammorbare la gente circostante con le loro storie di pompini. A me mettevano anche un certo timore, vista la stazza imponente.

Sopra: bivacco di inglesi nel paese di Benicàssim

Sopra: ultimo giorno: inglesi che attendono il treno alla stazione di Benicàssim. O meglio, attendono il secondo treno, perchè la folla che vedete è “solo” quella che non è riuscita fisicamente ad entrare in un treno passato circa due minuti prima dello scatto.

Abbiamo anche fatto una gitarella furori porta a Valencia, ottenendo i biglietti del treno grazie allo sbattimento di ciglia della sottoscritta: arrivati in stazione, che in quanto a dimensioni sarà stata tipo quella di Granarolo nell’Emilia, con un solo sportello, abbiamo trovato una coda di circa duecento persone che dovevano fare il biglietto per partire nei giorni successivi, così mi è toccato chiedere al primo inglese della fila se poteva gentilmente farmi passare perchè il mio treno partiva subito…e alla fine ce l’abbiamo fatta!

Sopra: cattedrale di Valencia

Sopra: Valencia, kebab fallocratico

Sopra: valenciana a passeggio

Sopra: Spiritualized; il vigile del fuoco è lì costretto a star sotto le casse. Ride con i colleghi, prendendo in giro il pubblico, che lui proprio non ci trova nulla di buono, in tutto quel casino infernale…attorniato da vacanzieri in estasi e fotografi in carriera provenienti da tutt’Europa (anche da Milano, con l’attrezzatura pagata dal papi e l’università in standby da decenni, sedicenti spocchiosi artisti “io sì che ce la farò!”, creativi senza un minimo di autoironia), il vigile del fuoco se ne sta cheto, coi tappi nelle orecchie, aspettando la fine del turno. Lui che in mezzo al delirio lavora per davvero, a mille euro al mese. Come si dice: “un soldo per i tuoi pensieri”…

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~ di cocochanel su luglio 27, 2008.

5 Risposte to “Benicàssim 2008”

  1. super recensione!
    compliments!
    The bear

  2. La signorina/grezzona autrice del post ha reso bene l’idea sui 5 giorni a Benicàssim. Al sottoscritto preme soltanto sottolineare che il “Premio fighetta della vacanza” ha visto come unici contendenti la stessa autrice e l’Orso. Lei all’una andava a fare la nanna, per poi incalzare gli altri due (sopravvissuti in qualche modo alla nottata) alle 8 del mattino. l’Orso.. L’Orso lasciamo stare. Il sottoscritto, cosmopolita per natura e portato al compromesso per indole, si trovava pienamente a proprio agio nell’indossare, come pigiama, la propria polo blu (come sono soliti fare i giovani rampolli della Nobiltà del Sussex sudoccidentale, nel caso esistessero). Total relax.

    😐

  3. Direi che non è esatto; lungi dal rivelarsi due eroi della notte, due lupi insonni, due predatori del crepuscolo, il Filosofo e l’Orso sono venuti a letto con me (…che detta così…eheheheh), cioè si sono coricati alla mia stessa ora, tutte le sere tranne una. Inoltre, non ero io ad incalzare alle 8 del mattino, ma il sole, alle nove meno un quarto (dentro la tenda l’aria cominciava a farsi irrespirabile per il caldo). Aggiungerei che il risveglio era tutt’altro che brusco (tranne il primo giorno, quando un’amichevole e tenera microrissa mattutina con l’Orso ha segnato l’inizio della giornata), ma anzi era estremamente dolce, dato che l’amorevole Coco si prendeva cura dei suoi ometti preparando loro laute colazioni a base di pane e marmellata, biscotti al cioccolato diposti artisticamente in una sorta di vassoio, frutta, caffè e succo d’arancia.

  4. tutto ciò è mooooolto divertente, anche per me che lì non c’ero…

  5. Oh, Saretta! Sono contenta che il post ti sia piaciuto…è sempre difficile capire quando si oltrepassa il delicato limite dello Smaronamento del Lettore…

    Grazie!

    Coco

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