Titolo: parla della tua famiglia.

Mia nonna era alta e snella, e aveva dita affilate che muoveva con grazia. Sembrava non avessero mai visto la guerra, quelle mani, e in un certo senso forse era così.

Cantava “Viva il re” mentre faceva le pulizie, mia nonna. Ma non perchè fosse monarchica. Semplicemente perchè era piemontese, perchè era un’aria della sua giovinezza e per divertire me bambina, che andavo a trovarla, ogni tanto, e ci rimanevo qualche giorno.

Era dritta come un fuso, e stava seduta dritta e composta perfino sul cesso. Mi ricordo il suo profilo controluce nel bagno che sapeva di lavanda. Mi sono beccata certe urla, quella volta che sono entrata mentre lei faceva pipì. Ma io che ne sapevo, ero una bimba, io, e venivo da una famiglia a cui il Sessantotto aveva permesso di mostrarsi nudi di fronte ai propri figli.

La sciatteria dell’età avanzata non aveva vinto sui tanti anni del suo viso sempre leggermente truccato, e aveva buon gusto nel vestire, e dei modi da signora, e una parola affabile e cordiale per tutti.

E sapeva fare gli agnolotti al sugo d’arrosto più buoni di tutta Torino. Puoi spulciare tutti i ristoranti da Piazza Vittorio a Piazza San Carlo, e non li troverai uguali.

Guardava la tv, fino all’una di notte, tutte le sere, e pareva che a letto ci andasse controvoglia, come un po’ infastidita di non poter uscire a fare una passeggiata tra le vie silenziose e i palazzi severi, fin de siècle, del suo quartiere.

Tifava Juventus, e ogni Natale erano litigi con mio zio, granata di nascita (il quale, come si può facilmente immaginare, non porta il mio stesso cognome).

Leggeva moltissimo, e quello sì che la vinceva, e alla fine trovava pace ogni notte in un sonno profondo che sembrava privo di ogni senso di colpa.

Era svelta, veloce, tutta lei lo era, i suoi occhi, i suoi gesti, il suo cervello.

Solo gli ultimi giorni le hanno strappato di dosso quella dignità da regina. Ma in un letto d’ospedale sfioriscono anche le migliori signore.

Solo, a volte non mi piace che sia toccato a lei, e vorrei sentire ancora la sua risata squillante, e mi sembra che è solo tanto tempo che non vado a Torino a trovarla.

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~ di cocochanel su marzo 27, 2008.

3 Risposte to “Titolo: parla della tua famiglia.”

  1. allora. leggo tutto il post e rido molto.
    c’è un fondo di amarezza nella mia risata, nonostante il fatto io non abbia mai letto Sveva. Cosa faccio? Vado al sito http://svevacasatimodignani.ormedilettura.com/category/dicono-di-me/
    dove forse puoi trovare delle risposte, sempre se non ti innervosisci troppo, cara.
    A parte il fatto che la simpatica Stellina Barbieri, autrice del primo commento, pensa che il lago d’orta sia in provincia di Bergamo, ma nache tralasciando questo particolare (da me percepito coma una fitta alle budella) lascio a te l’impresa sociologica di capire il livello medio di istruzione-e-interesse-verso-il-mondo del lettore medio di Sveva.
    Se questa è la nostra sovrastuttura vuol dire che la struttura è completamente fottuta (mi si perdoni il marxismo spicciolo) e purtroppo sappiam tutti che è così.
    avrei tante cose da dirti a proposito, ma forse non è la sede adatta,
    ne riparleremo, comunque.
    Baci S.

  2. sempre che tu non ti innervosisca troppo. errore da lettrice di Sveva, perdonami.

  3. ok ok ho fatto un casino, ho anche scritto il commento sotto il post sbagliato…scuuusami!

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