Nebbia e serenità

Eccoci, cari (diminuiti) Stimatissimi Lettori.

Mi scuso per la lunga assenza, durante la quale:

– abbiamo festeggiato il Santissimo Natale di Nostro Signore, una ricorrenza che prevede lo scambio di doni (di solito offerti con malcelato rancore a parenti e conoscenti di cui ci ricordiamo a malepena il cognome) per festeggiare la nascita di un grande filosofo -e questo non è ironico-, in una caverna, da madre sicura e padre incerto, come si dice [N.B.: la qualifica di “padre incerto” non è blasfema: nonostante due millenni di filosofia speculativa e teologia, infatti, nessuno è mai riuscito a provare inconfutabilmente l’esistenza di Dio]. Una ricorrenza che ci ha separato per sempre dagli Ebrei e ha sancito la nostra eterna condanna al divieto di fare sesso prima del matrimonio, di utilizzare preservativi, e di farci inseminare, noi donne, dal seme di un estraneo qualora il nostro compagno fosse sterile;

– abbiamo festeggiato il capodanno e ascoltato innumerevoli racconti di sbronze e vomiti dei nostri amici;

– ci siamo dimenticati del profondo valore religioso da attribuire alla Sacra Festa dell’Epifania, senza ascoltare gli accorati appelli di Papa Razzinga-zeta;

– non abbiamo ancora disfatto alberi, alberelli e presepini più o meno blasfemi;

– siamo tornati alle nostre solite vite;

– al primo acquisto di un quotidiano dopo le feste, abbiamo letto che il dibattito di più stringente attualità del periodo pareva essere un’accesissima e sentita discussione sulla moratoria contro l’aborto (ho creduto, cari lettori, che una porta spazio-temporale apertasi nottetempo sotto al mio letto mi avesse precipitata nel 1978, anno in cui il Parlamento Italiano lo approvò); moratoria voluta da un ciccione sudaticcio con la barba e i capelli rossi, rimbalzata e ingigantita dalle principali testate giornalistiche e discussa prontamente a Montecitorio da solleciti e diligenti schiavi del Vaticano [a volte mi chiedo: se avessi abbastanza soldi per raggiungere grandi masse, per aprire un nuovo quotidiano, il Parlamento mi ascolterebbe se proponessi, che so, una moratoria contro le gonne -o i cazzi- corti? Verrebbe Veltroni, la punta di diamante della nuova politica italiana, a discuterne con me?].

– abbiamo ascoltato una buona notizia dell’ultim’ora, e cioè che Razzinga-zeta non andrà a La Sapienza per l’inaugurazione dell’Anno Accademico. E’ sconcertato: non capisce le ragioni di tale polemica. Dal Parlamento un coro di solidarietà alla Chiesa. Dall’Università, un mare di dita medie alzate dopo una marea di incessanti, inutili, improponibili, incaponiti, inenarrabili, insensati (notate che tutti gli aggettivi cominciano per “i”), appelli del Papa vòlti a limitare la Libertà della Ricerca Scientifica.

———————

Le novità riguardanti i cazzi miei sono poche ma buone: sono serena (ora posso dirlo, dopo qualche settimana o mese di incertezza, che mi spingeva a non fare dichiarazioni categoriche prima del dovuto) e sto anche bevendo meno. Sono tornata del tutto “lupo”, e infatti ora sono così silenziosa che le prede si lasciano sorprendere in mezzo alla radura (e rido un sacco di loro).

E, naturalmente, la Legge del Bilancio Totale del Karma vuole che appena tu sei un attimo tranquilla, t’arrivino addosso tutte le catastrofi degli altri (che però sopporto bene, e che sono contenta di sobbarcarmi se posso dare una mano agli Amicicicici).

Altre novità, meno piacevoli: Nani Vergini inquietanti continuano ad aggirarsi ai margini della mia vita, cercando si scalfire l’imperturbabilità degli ultimi mesi con notizie ritenute destabilizzanti per la sottoscritta. Prima di un pranzo, è disdicevole tentare simili attentati alla tranquillità (avresti voglia i rompere il naso ai suddetti Nani Vergini), ma ci si può consolare con il pensiero di come debba essere terribile l’esisteza dei sopraddetti sfigati, e con la consapevolezza di quanto sia basso e ridicolo il tentativo di tiro mancino (che, peraltro, si riferisce a fatti e persone talmente lontani dall’attuale orizzonte degli eventi da suscitare al massimo un’imbarazzante compassione per la pochezza di tali atti).

Qui a Bologna, intanto, c’è la nebbia: che pppalle.

A presto -davvero-,

Coco

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~ di cocochanel su gennaio 15, 2008.

2 Risposte to “Nebbia e serenità”

  1. la Legge del Bilancio Totale del Karma mi dice che se mi becca il capo a dilettarmi sui blogamici, sono cazzi assicurati. Ti manderò una email!

  2. hola, cara la mia begghy. bello il post. mi hai aperto nuovi orizzonti per la giornata e per la vita in generale…hihihihi! se non cui fossi ti produrrei. un bacio

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