Rimini

 

C’è una storia, di due amanti. La storia inizia quando non sono ancora amanti. Leggono insieme un libro. Stanno seduti in un chiostro pieno di verde, sotto ad un arco. Leggono, ma una parte della loro attenzione è rapita da qualcos’altro. Per leggere insieme, contemporaneamente, devono stare vicini. Forse l’uno, a tratti, sente l’odore della pelle dell’altra; ne spia di sottecchi l’espressione, il volto, solo per un attimo, il tempo di non essere sorpreso in quel minuscolo atto rivelatore.

 

Sono così vicini. Talmente tanto che si può quasi sentire il calore del corpo.

 

Leggono a turno, a voce alta. A un certo punto si guardano in faccia. Solo per un attimo, come a voler controllare il livello di attenzione dell’altro. C’è come un tonfo di sasso che cade in un pozzo, in quel momento. Riprendono la lettura. Poi un’altra volta, si guardano, sempre solo per un attimo. Entrambi si chiedono se sono riusciti a fingere indifferenza, o naturalezza, a sufficienza. Entrambi sentono come un altro tonfo di sasso che cade in un pozzo. A dire la verità, non fingono molto bene. A ogni sguardo, impallidiscono un po’. E di nuovo, per più volte, la stessa storia, le pagine si ammucchiano una sull’altra, il tempo scorre.

 

Poi arriva un punto, nel libro che stanno leggendo, dove un cavaliere bacia di amore adultero una dama.

 

Ma questa volta non ce la fanno a riabbassare gli occhi. Uno dei due prolunga giusto un istante lo sguardo, il tempo di agganciare, di arpionare, ancora per un secondo, lo sguardo dell’altra. Questa volta è chiaro che non si riesce più a fare il gioco dell’indifferenza. E allora, tutto tremante, tremante di indecisione, di incredulità, di desiderio, l’uomo si avvicina alla donna, per baciarla.

 

Chiudono il libro. Allontanano dal loro corpo il mezzo, la scusa puerile che avevano trovato per poter trascorrere un poco di tempo insieme. Ora non è più necessario fingere di essere interessati a quella vecchia storia di dame e cavalieri. Ora forse lui sta posando una mano sui fianchi della donna, per farsi ancora più vicino a lei. Il libro cade per terra, forse. Forse. Quel che è sicuro, è che da ora in poi non lo leggeranno più.

 

—————————–

 

Ecco, ragazzi. Era solo per ribadire che Dante è fantastico, meraviglioso, assoluto e definitivo. La storia dei due amanti la trovate al canto V dell’Inferno, se mai vi venisse voglia di andare a rileggervela.

 

Distinti saluti,

 

Coco

 

[dedicato al mio amico R*, che domani darà un esame su Dante]

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~ di cocochanel su ottobre 7, 2007.

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