Dalla parte dei deboli

piccioni-tomba-etruschi.jpg

Allora.

Sia kiaro.

Io, kome Flavia Vento,  stò dalla parte deli animali. Dala parte deli animali deboli, soprattuto.

Cuelli ke nessuno li piace vederli, xkè x esempio sono brutti o gli dikono ke fanno skifo non si sà xkè, poi, visto ke sotto questo celo siamo tutti kreature di Dio e non si vede per cuale ragione un essere umano deve valere più di un piccione o di un negro, x esempio.

IO NON CI STO’… !!!

E allora io diffendo anche i piccioni, ke mi piacciono anke loro e se non cerano i piccioni mi dite voi kome facievate a darli da mangiare nelle nostre bellissime piazze d’Itaglia tipo Venezzia ke ci sono stata x le vacanze e senza piccioni piazza Sammarco non era mika quela ke è.

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Vabbè, Onorati e Stimatissimi Ospiti.

Questa simpaticisssssima intro per raccontare un “fatto de vita vera” avvenuto ieri mattina.

La storia è che uno studente di matematica ed io abbiamo portato alla Lipu un piccione ferito che abbiamo trovato nel cortile della biblioteca.

Quelli che, tra di Voi, hanno avuto l’onore di essere stati resi partecipi direttamente dalla sottoscritta di questo fatto di cronaca, in maggioranza hanno decretato che, invece di salvare il piccione, lo studente di matematica ed io avremmo dovuto:

– guardarlo mentre si dibatteva girato sulla schiena e cercava di rimettersi in piedi: osservarlo fino al sopraggiungere della morte ridacchiando soddisfatti;

– essere pietosi e dargli una morte veloce ed indolore;

– tirargli una badilata in testa.

– …e altre cose simili.

Bene: siete dei beceri!

Basta con questa storia dei “topi con le ali”!

Siete vecchi! Obsoleti! Superati!

Per la cronaca, le eventuali malattie/pulci/parassiti/sporcizia che si trovano su un piccione, sono esattamente gli stessi che si trovano sui piccoli teneri passerotti e sulle agili gazze (e lo sappiamo bene noi, ornitologhe dilettanti…eheheh). E il rischio di beccarvi un’epatite è di gran lunga superiore quando sbrinzate a mani nude quell’hashish di scarsa qualità che siete abituati a fumare, trasportato nel culo di chissachì, piuttosto che quando vi sedete su una panchina dove si è appena posato un piccione.

Il guano di piccione, poi, disturba esattamente come il guano di altri uccelli più “socialmente accettabili”: avete mai visto un escremento di gabbiano? Quando atterra, fa lo stesso rumore di un pomodoro lanciato dal settimo piano.

Moreover, i piccioni non sono affatto così brutti nè così stupidi: per fortuna oggi viviamo nell’Era delle Poste Italiane, che con i loro efficientissimi Servizi ci permettono di fare a meno di altri mezzi per spedire messaggi scritti e missive. Ma quando le Poste non esistevano ancora, era uso insegnare proprio ai piccioni a trasportare le lettere. E questo è accaduto per secoli.

E cosa sarebbe la vita di alcune persone anziane (le stesse che voi strenui “Difensori della Vita Umana dalle Terribili Malattie Portate dai Piccioni” abbandonate sole ogni estate per tre mesi) se non potessero trascorrere un po’ di tempo sedute all’ombra, dando da mangiare agli unici animali che abbiano l’opportunità di incontrare in città (sempre perchè Voi le abbandonate sole per tre mesi mentre andate a spararvi un bel safari in Kenia)?

Comunque, di stare per terra riversi sulla schiena, dimenandosi senza riuscire a rimettersi in piedi finchè morte per inedia non sopraggiunga, non lo auguro proprio a nessuno.

Nemmeno a un piccione. Soprattutto a un piccione. [Invece magari potrebbe essere divertente vedere, che ne so, Roccia Buttiglionis scivolare su una merda e dimenare quelle gambette grasse per tirarsi su].

Quindi lo studente di matematica ed io abbiamo portato il piccione alla Lipu.

Gli esseri schifosi sono ben altri, sulla Terra, ragazzi. Garantito.

Rispetti,

Coco

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~ di cocochanel su agosto 30, 2007.

2 Risposte to “Dalla parte dei deboli”

  1. seh, vabbè. voglio vedere quale piccione ti porterebbe al pronto soccorso, nel caso in cui ti trovassi a rantolare al suolo [visibilmente ubriaca], piangendo e urlando di dolore perchè ti sei appena spezzata il polso cadendo dall’altalena [con la manifesta intenzione di mostrare a tutti i presenti -solitamente mai più di due- di non essere ‘mbriaca.]. saluti affettuosi. ps: torno qualche giorno verso i primi di ottobre. vedi di esserci, vah, che ti strizzo un po’. more info later. ai lov iu.

  2. Mi tu ai lov iu, es iu nov.

    Vedrò di esserci, ovviamente.

    A presto cara!

    P.S.: altalene…ubriaca…hai sempre degli scenari pornosoft per le tue fantasie malate, R*. Per fortuna non cambi mai.

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