Make love, not war!

Attualmente, secondo la Legge italiana, commette un reato chi si prostituisce ma non chi “usufruisce” di questo “servizio”. Le prostitute (che siano donne violentate e sfruttate, affascinanti libere professioniste nei loro appartamenti del centro di Roma o trans sudamericani) sono perseguibili e condannabili ma non lo sono i loro clienti.

Quando si ventila l’ipotesi di legalizzare e regolamentare la prostituzione, onde evitare fenomeni ripugnanti quali la tratta delle schiave e il relativo ingigantirsi del mercato del sesso a vantaggio delle organizzazioni mafiose, una buona parte dell’Onorevolissimo Parlamento Italiano (dalla sinistra “moderata” vaticanizzata, al centro centrista che-più-centro-non-si-può, alla destra paladina dei Buoni Vecchi Valori Etici d’Un Tempo)  si solleva, gridando allo scandalo. 

Quando si ventila allora l’ipotesi, più soft, di rendere peseguibili per legge anche i clienti, come deterrente a quello che allo stato attuale delle cose è un atto di “incoraggiamento” alla crescita di un “settore” gestito dalla criminalità organizzata (dopotutto è come se fosse reato vendere eroina, ma non comprarla), una buona parte dell’Onorevolissimo Parlamento Italiano (dalla sinistra “moderata” vaticanizzata, al centro centrista che-più-centro-non-si-può, alla destra paladina dei Buoni Vecchi Valori Etici d’Un Tempo)  si solleva, ergendosi a difensore del Sacrosanto Diritto Alla Privacy Della Vita Sessuale Delle Persone.

Tutto questo vale finchè non vengono fuori nomi e cognomi.

Quando ad essere avvistato e fotografato vicino ad un trans è il portavoce di Prodi, Silvio Sircana, le cose cambiano.

I sostenitori del Mos Maiorum e del Sacrosanto Diritto Alla Privacy, compatti, chiedono a gran voce le dimissioni del povero Silvio.

Nelle fotografie pubblicate in questi giorni sui quotidiani non c’è nient’altro se non un colloquio. Nessun trans è salito sull’auto di Sircana. E questo è l’argomento che lui utilizza per giustificare le sue non-dimissioni.

Ma io andrei oltre: caro Silvio, chissenefrega se vai con i trans? A noi, non importa nulla. Al massimo la cosa potrà crearti dei problemi con la tua famiglia, ma a noi libertini senzaddio che desidereremmo perfino vedere la prostituzione regolamentata e legalizzata, ti garantisco, la cosa non ne crea.

Anche ammesso che Sircana si accoppi da anni con provocanti signorine dotate di “optional”, questo fa parte della sua vita sessuale, e noi gradiremmo non essere investiti da tali polveroni mediatici di bassa lega tutte le volte che si scoprono le abitudini sessuali di personaggi famosi.

Certo, Bill Clinton si è dimesso per un affare legato al sesso, ma lui abita nella puritana america. Noi Europei non eravamo diversi?

Nel nostro Parlamento ci sono Onorevoli Figuri condannati in via definitiva per reati mafiosi, per corruzione, e tanto altro. Abbiamo avuto un Presidente del Consiglio eletto con ventiquattro processi a carico.

Le Iene (che il Signore le protegga) hanno dimostrato che buona parte del Governo si strafà di cocaina.

A nessuno è mai venuto in mente di dimettersi per cosucce di questo tipo.

E allora siate buoni, Onorevoli Signori, non mettete alla gogna il povero Sircana per essere stato visto parlare con un trans. E smettetela, per favore, di polverizzarci i maroni con storielle a sfondo sessuale come questa. I nostri problemi, mi pare, sono ben altri.

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~ di cocochanel su marzo 22, 2007.

2 Risposte to “Make love, not war!”

  1. sempre la solita fottuta storia dell’invidia del pene [habemus minchiam!]. e chi ce l’ha, e chi non ce l’ha. e chi ci funziona, e chi non ci funziona. e chi lo mette, e chi lo prende. ‘nzomma. e chi non ci frega [si può dire?] un beneamato cazzo. ottimo, mink. ottimo.

  2. Tutti ci dimenticheremo presto di questo spiacevole tiro mancino della procura di Potenza. Il ministero (governo) ha già attuato la propria vendetta tramite ispettori e trasferito in relativo silenzio gli autori di questa azzardata mossa politica. Non essendo stato commesso alcun reato la diffusione di materiale collaterale all’inchiesta non può che essere letto come un rozzo tentativo di aggraziarsi qualche imbarazzato politico d’opposizione. In Italia purtroppo non esiste un minimo di autocensura da parte di alcuni direttori di testate giornalistiche (leggi Belpietro e purtroppo a ruota Feltri) i quali inevitabilmente trascinano tutta la dialettica politica a livelli assai rozzi.

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