Grazi-nger

Un film da più di 50 milioni di euro. Fuori concorso a Cannes. Di Alejandro Amenabar (non, per dire, del fratello sfigato di Muccino -quello con la zeppola-). Con una gnocca del calibro di Rachel Weitsz. Nelle sale di tutto il mondo, traaaaaaaanneeeeeee…..l’Italia!
Indovinate un po’, da noi nessuno lo vuol distribuire.
Per colpa di chi, chi chi, chi, chicchicchirichì…..?
Siccome al momento mi trovo in un Paese normale, ho potuto vederlo. Bel film, fuori dagli stereotipi (nè vetero-storico-femminista; nè bianco-o-nero stylah, come purtroppo si vede spesso nelle pellicole ambientate nel tardoantico). Ovviamente sono entrata al cinema con l’idea di burlarmi di tutti gli errori storico/cultural/costumistici del caso, e invece devo dire che la secchiona petulante che è in me ha dovuto ammutolire, Amenabar è stato davvero bravino. Forse piacerebbe anche al professor Pesce.
Beh, se avete occasione procuratevelo.
Buona teocrazia a tutti. Ci vediamo quando torno, saluti da un posto normale.

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